Viviamo con consapevolezza

Perchè a volte nella nostra vita ci capita di combinare dei disastri?

Da qualche a1nno ormai ho incontrato la meditazione di consapevolezza, e l’esperienza di una pratica quotidiana mi ha stimolato a condividere alcune riflessioni.

A volte la nostra mente si riempie di pensieri e preoccupazioni che ci ingolfano, ci appesantiscono e ci impediscono di vivere pienamente il nostro presente. Questi pensieri assorbono moltissime delle nostre straordinarie energie.
Siamo a questo punto costretti a guidare col “pilota automatico” per poter eseguire anche quei semplici compiti che richiedono una attenzione semplice e leggera.

Succede così che, nel cambio di stagione mentre pensiamo a come risolvere una crisi in ufficio, conserviamo il piumino invernale con il nostro mazzo di chiavi dimenticato in tasca. Purtroppo lo ritroveremo (forse) in autunno dopo aver cambiato tutte le serrature di casa.

Oppure, durante la preparazione della parmigiana, pensando all’ultimo giro di chat del gruppo scolastico dei genitori, dimentichiamo di friggere le fette di melanzane che avevamo accuratamente tagliato e lasciato riposare, per disporle poi così belle e crude in una teglia (magari mentre digitiamo un messaggio Whatsapp spiritoso) affogate nella salsa di pomodoro, per poi servirle a tavola irrimediabilmente crude e non commestibili (leggendo nel frattempo i complimenti per la nostra risposta spiritosa)!


Increasing-ConcentrationAltre volte, nei periodi di maggiore stress, siamo troppo presi da rimuginazioni, progetti, pensieri negativi che riguardano magari un difficile momento familiare o una grossa difficoltà lavorativa.
Così succede che, alla guida della nostra auto non prestiamo attenzione ad un’indicazione di precedenza, o a un segnale di divieto e, quando ci accorgiamo della nostra distrazione, ci sorprendiamo di quanto il nostro stato emotivo condizioni prontezza e affidabilità.

In altri casi è la relazione a pagare il prezzo della nostra difficoltà a rimanere centrati sul presente.

Quante volte ci è successo di rimpiangere il momento in cui potevamo prestare ascolto o conforto ad un amico o un familiare, ma eravamo troppo distratti per accorgerci di quanto avesse bisogno di noi?
O abbiamo aggredito, con un atteggiamento inspiegabilmente reattivo, un malcapitato passante, reo di averci intralciato il cammino, mentre noi eravamo travolti da un’ondata emotiva di rabbia o rancore nei confronti del nostro datore di lavoro, genitore, compagno o figlio?

Non essere consapevoli di quello che stiamo facendo nel momento in cui lo stiamo facendo non ci permette di vivere pienamente la nostra vita e le fondamentali relazioni che la attraversano intessendola di significato.

mindlessnessPraticando e approfondendo la Meditazione di consapevolezza con studi, letture e formazione professionale, ho scoperto che esiste una parola specifica che indica questo atteggiamento superficiale: Mindlessness; cioè prestare poca attenzione, essere poco presenti, noncuranti, sciocchi.

Allora si comprende sempre di più come un’attenzione quotidiana, alle nostre azioni e alle conseguenze che possono avere su di noi e gli altri, è necessaria. Impegnarsi per far si che si sviluppi una maggiore chiarezza riguardo a ciò che deve essere fatto (ciò che è salutare) e a ciò che non dovrebbe essere più fatto (pensieri e azioni non salutari) è possibile, si impara e si sviluppa, a patto che… si scelga di guidare personalmente la propria vita.