MBCT (Mindfulness Based Cognitive Therapy)

Come nasce:
Un protocollo nato dall’esperienza di tre ricercatori inglesi (V.Segal, J.Williams e John D.Teasdale) che ne hanno fatto uno degli strumenti d’eccellenza segnalato dalla NICE (National Institute for Health and Clinical Excellence) nella lotta contro le ricadute depressive, eventualità clinica che affligge chi ha avuto una diagnosi relativa alla depressione.
A comprova del fatto che i protocolli basati sulla mindfulness non offrono tecniche ma avviano un processo che lo stesso conduttore incarna, i ricercatori raccontano come all’inizio della loro percorso, spinti dagli eccezionali risultati raggiunti da Jon Kabatt-Zinn nella lotta allo stress, avessero offerto le stesse pratiche da lui proposte, posizionandole all’interno di una cornice metodologica di stampo cognitivo, dopo averle ben studiate ma senza averle sperimentate in prima persona.
Il protocollo, se pur ineccepibile da un punto di vista operativo, non dava i risultati sperati e così i tre decisero di iniziare a praticare essi stessi con il risultato di una conduzione convincente e “incarnata” che traino’ i gruppi nella sfidante e quotidiana attività di esplorazione della propria esperienza interiore e degli schemi depressivi appresi, fino a raggiungere i risultati oggi condivisi dalla comunità internazionale: il dimezzamento della percentuale di ricadute.

In cosa consiste:
Un percorso di otto settimane in cui i partecipanti sono invitati gradualmente, con apertura e gentilezza a prendere contatto con la propria esperienza interiore, il proprio modo di sperimentare gli eventi esterni, ad accettare le sensazioni sgradevoli riconoscendo la naturale avversione ad esse connessa, a riconoscere i segnali di innesco dei pensieri negativi che possono trascinare in un escalation depressiva, ad identificare gli schemi del pensiero che facilitano il persistere di una struttura depressiva, e, attraverso la possibilità di aumentare lo spazio mentale, a utilizzare una visione saggia e operativa del problema, un “modo di essere con il problema”, che consente di prendersi cura pienamente della propria vita dando particolare attenzione alla propria vulnerabilità e prevenendo così il rischio di ricadute depressive.

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